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In natura il gatto si nutre soprattutto di roditori ed altre piccole prede. Tollera le diete ricche di proteine animali e grassi, mentre digerisce con difficoltà gli amidi (pasta, riso). Il gatto è perfettamente a suo agio tra le leccornie domestiche, ha sviluppato nei secoli una notevole capacità d'adattamento alimentare... rimane indiscusso però il suo amore per le carni. Infatti, i gatti sono carnivori, amano per istinto la carne. Questo significa che necessitano di carne e grasso animale per fornire all’organismo i fattori nutritivi di cui hanno bisogno. La preda mangiata è costituita da proteine della carne, grassi, carboidrati, vitamine e minerali. In quanto carnivori, i gatti trovano i grassi animali più gustosi rispetto agli oli vegetali. Il modo migliore di alimentare il vostro gatto è servire la razione giornaliera raccomandata nella sua ciotola una o due volte al giorno, a seconda delle sue abitudini alimentari.
In viaggio e in vacanza il cibo secco si rivela più pratico e igienico, essendo meno deperibile e più facilmente conservabile. Se il gatto non vi è abituato occorre per tempo iniziare a mescolare le crocchette al suo alimento preferito. I GATTINI E LO SVEZZAMENTO Come la madre, un gattino mangia principalmente per soddisfare la sua richiesta energetica. I fabbisogni di un gattino però, sono più difficili da soddisfare, perciò richiedono una particolare attenzione nella scelta e nel dosaggio degli alimenti. Si può iniziare ad alimentare i micetti con cibo diverso dal latte materno (svezzamento) verso i tre mesi di età, utilizzando del comune latte per gattini in commercio, somministrato con un cucchiaino o col contagocce. Quindi gradatamente si sostituirà il latte materno con cibi solidi, che aiuteranno il cucciolo a sviluppare la masticazione. Inizialmente il cibo più adatto sono i croccantini specifici per i piccoli, che andranno bagnati con acqua tiepida o latte per renderli più morbidi. In alternativa si possono utilizzare le scatolette di cibo umido, sempre per cuccioli, che hanno consistenza simile a quella dei nostri omogeneizzati. Lo svezzamento si completerà intorno alle 6-8 settimane, ma si consiglia di continuare a somministrare cibo per gattini all’incirca fino al compimento dell’ottavo mese di età, in quanto il cibo per adulti presenta diversa formulazione soprattutto per contenuto proteico, di fosforo e di calcio. Sarà inoltre importante abituarlo fin dalle prime settimane di vita, ad alimenti di tipo diverso, per evitare quanto più possibile l’insorgenza di assuefazione, a cui vanno frequentemente soggetti anche in età adulta.
La sua natura di predatore carnivoro allo stato brado, ne influenza le abitudini alimentari anche tra le mura domestiche: il gatto selvatico passa gran parte della sua giornata cacciando, ecco perché anche il nostro felino di casa preferisce effettuare molti piccoli pasti nell’arco dell’intera giornata, anche se trova la ciotola ricolma di cibo abbondante. I meccanismi sensoriali che orientano le scelte gustative del gatto sono poco conosciuti ma senza dubbio l’olfatto riveste un ruolo fondamentale e gli fa prediligere gli alimenti ricchi in grassi, mentre la sua percezione limitata dei colori fa ritenere che questi non influenzino l’assunzione di un alimento rispetto ad un altro. I gatti preferiscono nutrirsi, per istinto atavico, con un solo tipo di alimento. Tale dipendenza non deve però essere assecondata dai proprietari in quanto in contrasto con i principi della buona alimentazione. Sarebbe bene alimentare il proprio micio alternando il cibo casalingo ai vari prodotti di produzione industriale. Le variazioni però non dovrebbero essere troppo frequenti in quanto ha una certa difficoltà ad abituarsi ad un regime alimentare nuovo ed inoltre tende a sovralimentarsi se un cibo nuovo è particolarmente appetibile o proteico. Contrariamente a quanto si credeva in passato poi il gatto ha bisogno a volte di integrare la dieta con particolari elementi nutritivi, che la mancanza di alcuni enzimi negli esemplari domestici non gli permettono di sintetizzare. Tra questi la vitamina A, l’acido arachidonico e soprattutto la taurina, un aminoacido di fondamentale importanza in vari processi metabolici necessari alla salute di questo felino. Non dimentichiamo infine una ciotola di acqua fresca e pulita (il gatto tende a rifiutare l’acqua sporca o stantia), magari ad un paio di metri di distanza dalla ciotola del cibo, per non fargli associare il desiderio del cibo con la sete. |
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