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MARZO 2010
Ultime dal mondo felino... |
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AL VIA LA STAGIONE
DELLA PREVENZIONE, VISITE GRATIS PER CANI E GATTI
Dal
01 al 31 Marzo sono disponibili 3300 medici veterinari |
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ROMA - Visite gratuite per gli
amici a quattro zampe da un estremo all’altro della Penisola. Parte
lunedì 1° marzo la quinta edizione della "Stagione della Prevenzione",
la campagna promossa dall’Associazione nazionale medici veterinari
italiani (Anmvi) e da Hill’s Pet Nutrition, con il patrocinio della
Federazione nazionale ordini veterinari (Fnovi) e del ministero della
Salute. Per tutto il mese di marzo l’iniziativa offrirà ai proprietari
di cani e gatti la possibilità di far visitare gratuitamente il
proprio amico a quattro zampe presso una delle 3.300 strutture
veterinarie dislocate sull’intero territorio nazionale.
Collegandosi al sito
www.stagionedellaprevenzione.it o telefonando al numero verde
800189612, sarà possibile identificare il nominativo del medico
veterinario più comodo e prenotare, attraverso la struttura
veterinaria scelta, la visita di controllo gratuita, offerta dai
medici veterinari associati ad Anmvi. |
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Anche quest’anno, sottolinea una
nota, l’iniziativa pone l’accento sull’importanza della
prevenzione come elemento cardine per la salute e il benessere
degli animali e delle persone che li circondano. Stagione della
Prevenzione vuole sottolineare infatti come affidarsi alla
consulenza del Medico Veterinario corrisponda ad un atteggiamento
responsabile, che non ha effetto solo all’interno delle proprie
mura domestiche ma tocca e tutela diffusamente la salute pubblica.
Un proprietario reso consapevole, infatti, è in grado di garantire
una corretta convivenza sociale uomo-animale.
I disturbi più comuni e diffusi tra cani e gatti, come
intolleranze, allergie, problemi dentali, se non identificati e
curati per tempo, possono degenerare in vere e proprie malattie.
Ad esempio, un problema articolare trascurato su cui non viene
definito il corretto intervento, come un adeguato esercizio fisico
e una specifica alimentazione, nel tempo può portare fino
all’immobilità dell’animale.
Il successo della "Stagione della Prevenzione" nel creare,
supportare e diffondere la cultura del controllo sanitario è
testimoniata, nel tempo, dal progressivo incremento delle
adesioni, sia da parte dei medici veterinari (passati da 2.558 nel
2008 a ben 2.831 del 2009, per arrivare ai 3.300 di questa
edizione), sia da parte dei proprietari degli animali da
compagnia, che hanno sottoposto a visita di controllo ben 14mila
esemplari, un numero in crescita del 40% rispetto alla precedente
edizione.
«La prevenzione veterinaria è un traguardo culturale a tre:
proprietario, animale e medico veterinario - spiega Carlo Scotti,
presidente senior di Anmvi -. Attraverso l’animale, il medico
veterinario entra in relazione con la società e agisce sui suoi
diritti e sui suoi bisogni, diventando un mediatore
imprescindibile del rapporto uomo-animale. Questo traguardo
culturale va di pari passo con il progressivo innalzamento della
considerazione etica e giuridica dell’animale e delle conoscenze
scientifiche. Il medico veterinario, che per la "Stagione della
Prevenzione" si è reso disponibile a effettuare visite gratuite -
conclude Scotti - è un consulente prezioso per gettare le basi di
un rapporto duraturo con l’animale».
(Tratto da
LaZampa.it)
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IL "detto" DEL MESE:
"La curiosità uccide il gatto,
ma la soddisfazione lo riporta in vita".
(Proverbio Inglese)
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SETTANTA GATTE
SOPRAVVISSUTE ALLA SPERIMENTAZIONE CERCANO CASA |
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ROMA
Questa volta sono gatte, sopravvissute alla sperimentazione ma
infettate. La storia di Sissi, Marina e Violetta, insieme ad altre
67 micie, è quella di cavie sottoposte a un doloroso test per
esaminare l'efficacia di vaccini contro la FIV, o immunodeficienza
felina. A loro il virus è stato iniettato quando avevano un anno
di età. Da quel giorno portano in corpo un virus che somiglia
molto a quello che provoca l’AIDS nell’uomo, anche se non è
trasmissibile alla nostra specie. Quindi Sissi e le altre non sono
contagiose, ma vulnerabili anche al più banale raffreddore, perché
questo batterio che si tirano dietro come un fardello, provoca un
lento indebolimento del loro sistema immunitario.
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Cresciute
nello stabulario dell’Università di Pisa, hanno conosciuto la
prigionia in piccole gabbie, subendo prelievi, iniezioni, dolore e
spavento. Per la prima volta, dopo questo stato di lunga
deprivazione etologica, fisica e psicologica, sono state avviate
alla riabilitazione durante la quale svilupperanno la muscolatura
atrofizzata, impareranno ad arrampicarsi, a riconoscere il cibo, a
giocare e ad avvicinare le persone con maggiore fiducia. Sono in
un rifugio al sicuro, dove trascorreranno un periodo di circa 6
mesi e poi potranno essere affidate a famiglie idonee, grazie ad
un progetto curato dalla LAV-Lega Anti Vivisezione e da I-Care
Italia.
Una storia che
rattrista il mondo animalista. Ma fa il paio con quanto trapela in
materia nel resto d’Europa e in America dove, contrariamente alle
aspettative, le cavie avviate alla vivisezione sembra proprio
subiscano un aumento e non una diminuzione. Il solo pensiero
toglie il sonno: dunque subisce perfino un’accelerazione l’oscena
sperimentazione di dopobarba e ciprie sugli occhi dei conigli, per
indovinare se davvero saranno irritanti per l’uomo, in cerca della
famigerata dicitura “dermatologicamente testato” sul prodotto da
acquistare. Incredibile ma vero: secondo gli ultimi dati resi
pubblici dal Ministero della Salute, riferiti al triennio
2004-2006, in Italia a scopo sperimentale sono stati utilizzati
2.735.887 animali (ratti, porcellini d’india, uccelli, ovini,
pesci, ecc.) - una media annua di 911.962 animali - e di questi
più di 2.800 sono cani (in prevalenza) e gatti.
C’è da aggiungere che nonostante la sperimentazione, molti vaccini
non sono mai stati scoperti: «è la drammatica conferma che la
sperimentazione animale è fallimentare – dichiara Michela Kuan,
biologa, responsabile LAV settore vivisezione - e che è
indispensabile e urgente implementare il ricorso ai metodi
alternativi, ovvero che non fanno uso di animali, ai quali il
mondo scientifico più consapevole e innovativo riconosce
efficacia, scientificità ed eticità».
«Siamo abituati ad annunci trionfalistici di esperimenti condotti
su animali, discutibili sul piano scientifico ed etico, mentre
l’elevato numero di esperimenti fallimentari, e dolorosi, condotti
sugli animali viene taciuto da coloro che li compiono - prosegue
Michela Kuan - Ci auguriamo che la storia di queste gatte, del
tutto simili ai milioni di gatti che sono accuditi nelle nostre
case, possa rappresentare una nuova e utile occasione per
ripensare alla necessità di una sperimentazione che non commetta
più simili orrori. Lo stabulario di Pisa era rimasto l’ultimo ad
utilizzare gatti in Italia e speriamo che con il 2010 il nostro
Paese dica addio all’uso di animali per scopi scientifici». (Tratto da
LaZampa.it) |
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! CURIOSITA' FELINE !
Lo sapevate che...
Il primo presidente americano ad ospitare gatti nella sua
casa fu Abraham Lincoln. Si dice che quando la stanchezza gli
impediva di lavorare, Lincoln usciva dal suo studio e andava a
giocare per ore con i suoi gatti. I biografi raccontano che, prima
di prendere un’importante decisione, il presidente se ne stava da
solo a pensare accarezzando un micio.
Hemingway amava moltissimo i gatti. Scrisse in una lettera
ad un caro amico: “I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà
emotiva. Gli esseri umani, per una ragione o per l’altra, quasi
sempre riescono a nascondere i propri sentimenti. I gatti no.”
Esopo, il leggendario autore greco che pare sia vissuto nel
sesto secolo avanti Cristo, scrisse molte favole sul micio
rappresentandolo come un animale furbo, opportunista, a volte
falso, senza scrupoli, cinico, sempre affamato e disposto a
giungere a qualsiasi di compromesso e a commettere ogni tipo di
tradimento pur di riempirsi lo stomaco.
Nel 1975, in Cina, i gatti salvarono un'intera cittadina da un
terremoto. I sismologi avevano ordinato l’evacuazione di massa
della cittadina di Hai Chang, ai piedi della Grande Muraglia,
ventiquattro ore prima dell’arriva di una forte scossa sismica che
provocò forti danni in tutta la zona. Fu evitato un vero disastro
e il merito fu dei gatti. Gli esperti infatti avevano osservato il
comportamento dei mici molte ore prima del sisma, accorgendosi di
come gli animali fossero agitati e di come cercassero di fuggire
dalle case, portando con sé anche i loro cuccioli.
Nei paesi anglosassoni le vite del gatto sono addirittura
nove. Gli inglesi infatti dicono “to have nine lives as a cat”
(avere nove vite come i gatti).
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