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LA GATTA (Umberto Saba)
La tua gattina è diventata magra.
Altro male non è il suo che d'amore:
male che alle tue cure la consacra.
  
Non provi un'accorata tenerezza?
Non la senti vibrare come un cuore
sotto alla tua carezza?
Ai miei occhi è perfetta
come te questa tua selvaggia gatta,
ma come te ragazza
e innamorata, che sempre cercavi,
che senza pace qua e là t'aggiravi,
che tutti dicevano :"È pazza".
  
È come te ragazza.


ODE AL GATTO (Pablo Neruda)
L'uomo vorrebbe essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone disorientato,
l'ingegnere vorrebbe esser poeta,
la mosca studia
per farsi rondine,
il poeta cerca d'imitar la mosca,
e invece il gatto
vuol essere soltanto gatto
e ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal presentimento al topo vivo...
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una scanalatura
per gettarvi le monete della notte.

IL GATTO
(Charles Baudelaire)
 
Vieni bel gatto, vieni sul mio cuore amoroso; trattieni i tuoi artigli ch'io mi sprofondi dentro i tuoi begli occhi d'agata e metallo. Quando a bell'agio le mie dita a lungo ti carezzan la testa e il dorso elastico, e gode la mia mano ebbra al toccare il tuo corpo elettrico, vedo in spirito la mia donna: profondo e freddo come il tuo, il suo sguardo, bestia amabile, penetra tagliente come fosse una freccia, e dai piedi alla testa una sottile aria, rischioso effluvio, tutt'intorno gira al suo corpo bruno.
 


ROMANITA'
(Trilussa)

Un giorno una Signora forastiera, passanno cor marito sotto l'arco de Tito, vidde una Gatta nera spaparacchiata fra l'antichità. - Micia, che fai? - je chiese: e je buttò un pezzettino de biscotto ingrese; ma la Gatta, scocciata, nù lo prese: e manco l'odorò. Anzi lo guardò male e disse con aria strafottente:
- Grazie, madama, nun me serve gnente:
io nun magno che trippa nazzionale!

 




 


Il gatto in un appartamento vuoto
(Wislawa Szymborska)

Morire - questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era,
e poi d'un tratto è scomparso,
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani si è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Cos'altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all'inizio niente salti né squittii.

 


 

Io amo i gatti.
Amo la loro grazia e la loro eleganza.
Amo la loro indipendenza
e la loro arroganza
e il modo in cui mentono e ti guardano,
giudicandoti,
con quello sguardo snervante, immoto, ipercritico…

(J. Stranger)

Quando lo chiamavano
fingeva di non sentire,
ma arrivava un pò dopo
quando poteva sembrare
che avesse deciso di venire
spontaneamente…

( A. Weigall)