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La comunicazione dei gatti, tra loro e con gli esseri umani, non è solo vocale, ma utilizza movimenti e atteggiamenti del corpo.


COSI' COMUNICA IL MICIO
(Art. tratto da "Amici di casa" Anno 1 - Numero 1 - Luglio 2000)
 

1) Le orecchie in avanti e verso l'esterno: tutto bene, è rilassato.
Se si muovono nervosamente: agitato. Basse, rivolte verso l'esterno: timore e sottomissione. Basse, all'indietro e aderenti alla testa: molto arrabbiato o spaventato ... meglio non avvicinarsi troppo.
2) Quando rientrate a casa il gatto vi si struscia: è il suo saluto.
Struscia contro le gambe del padrone prima la testa, poi il corpo, infine la coda: vuol riconoscere e farsi riconoscere.
3) Accovacciato: attenzione, ha paura.
Il corpo aderisce al terreno, le orecchie abbassate: ha paura ma non ha spazio sufficiente per fuggire.
4) Muove la coda: è nervoso e aggressivo.
Si comporta così quando viene disturbato. Non toccarlo perché sta' comunicando disagio. Se dorme e muove la punta della coda, sta' sognando cose piacevoli.
5) Coda dritta a candela, orecchie dritte: è felice e socievole.
Esprime sicurezza in se stesso e intende dimostrarsi socievole e contento.

6) Vibrisse in orizzontale: è tranquillo.
Sono quasi parallele alle guance: si dispone a difendersi. In avanti: all'erta, sta' annusando qualcosa o sta' per attaccare l'avversario. All'indietro: si difende.
7) Sdraiato sulla schiena: così si fida.
Espone la pancia: si fida completamente di voi, rivolgersi a lui con mosse amichevoli, in modo che non si spaventi.
8) La coda ad uncino: pericolo, è arrabbiato.
Se punta la coda in avanti è in vena di effusioni. Se la punta è inarcata ad uncino e ha pelo arruffato è spaventato. Coda abbassata e pelo diritto: si prepara ad attaccare.

IL GATTO E LA SUA CODA

Per cani e gatti la coda non è un'inutile appendice, ma un importante strumento comunicativo. Per comprendere il modo in cui il gatto muove la coda, va inserito in un contesto. E' necessario valutarlo insieme ai movimenti degli orecchi, all'intensità dello sguardo, alla voce, al mantello e ai baffi. Se non si ha una visione completa del corpo dell'animale non si può interpretare il suo stato emotivo.

  • Il gatto curioso e amichevole, che gira rilassato per casa, esplorando ogni angolo, cammina con la coda alta e gli orecchi diritti e rivolti leggermente di lato.

  • Un gatto di cattivo umore o spaventato gonfia la pelliccia e inarca la schiena per fare paura. La coda è alta, irta e gonfia.

  • Un gatto che sta per attaccare si raccoglie su sé stesso, si acquatta, con il dorso più sollevato posteriormente, pronto a slanciarsi con gli arti posteriori. Il pelo sulla coda è ritto.

  • Se mentre accarezzate un gatto questi irrigidisce il corpo e muove la  coda nervosamente, con movimenti secchi e rigidi, vi sta avvertendo: "mi stai disturbando, lasciami stare o ti graffio!". In tal caso smettete immediatamente di accarezzarlo, eviterete graffi e morsi e il gatto avrà maggiore fiducia in voi, perchè capite il suo bisogno di tranquillità.


IL GATTO PANETTIERE

Nell'atteggiamento del gatto domestico che, avvicinandosi al padrone, muove alternativamente le zampe anteriori come se impastasse, gli etologi hanno riconosciuto, sin dai tempi di Darwin, un rito in base al quale l'animale richiama inconsapevolmente il ricordo di quando, neonato, poppava e intanto massaggiava le mammelle materne per stimolare la produzione del latte.