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Prefazione
Il gatto possiede una notevole
capacità di sopravvivenza, è un cacciatore paziente ed estremamente abile.
Gli speciali artigli retrattili e la dentatura affilata di cui è provvisto
sono da considerarsi armi letali, che fanno del gatto un carnivoro
perfetto. Si tratta di un animale coraggioso e al tempo stesso prudente
che, malgrado siano passati più di tremila anni dalla sua domesticazione,
ha mantenuto, al di sotto della superficie, le reazioni innate e gli
istinti selvaggi del miacide, il suo antenato cresciuto durante l'epoca
dei dinosauri.
- Le Origini
Il gatto e il cane hanno avuto entrambi origine da un
antenato comune, appartenente al gruppo dei miciadi (miacis), piccoli carnivori
comparsi sulla terra circa 60 milioni di anni fa.
Da essi, 20 milioni di
anni dopo, si divisero il gruppo degli aleuroidi (antenati dei
gatti domestici) e quello degli arctoidi (antenati dei cani).
Gli aleuroidi, a loro volta, diedero origine a tre generi di animali: il
genere a cui appartiene il ghepardo (Acinonyx), quello cui
appartengono grandi felini come leoni e tigri (Panthera) e, infine,
il genere proprio dei piccoli felini, come appunto il gatto domestico (Felis).
Quest'ultima specie ebbe dunque origine nel tardo Cretaceo (65 milioni di
anni fa), sebbene i
primi veri felini abbiano fatto la loro apparizione soltanto 12 milioni di
anni fa, all'inizio del Pliocene. Il gatto selvatico di oggi ha avuto come
antenato diretto il gatto selvatico di Martelli, estinto alla metà del
Pliocene. Da esso si sono sviluppate tre forme: il gatto selvatico comune,
quello africano e quello asiatico del deserto. Da queste ultime due, ed in
particolare dall'ultima, sembra
abbia avuto origine il gatto domestico attuale. Altri felini di più grandi
dimensioni, ad esempio
lo smilodon, felino dai denti a zanna e fortissimo predatore, si
estinsero presto a causa, molto probabilmente, della scomparsa delle loro
prede preferite.
L'attuale gatto domestico, quindi, non soltanto è il risultato genetico di
una lunga serie di animali cacciatori, ma anche di predatori talmente
affinati nell'arte della caccia da sopravvivere al selettivo corso
dell'evoluzione.
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I gatti come noi oggi li vediamo sono dei mammiferi appartenenti
all'ordine dei Carnivori, famiglia dei Felidi, da cui la specie (Felis cattus). Il gatto domestico,
delle tre forme derivate dal gatto selvatico di Martelli, discende
con tutta probabilità dal gatto selvatico nordafricano (Felis lybica).
Le
più antiche notizie sull'addomesticamento di questo animale ci vengono
infatti dall'antico Egitto, dove i gatti venivano tenuti in grandissima
considerazione.
Si ritiene che il gatto domestico sia giunto in Europa
attraverso i paesi del Vicino Oriente dov'era stato introdotto
dall'Egitto.
Dal IV sec. d.C. i Romani lo impiegarono per la caccia di
topi in sostituzione delle faine.
Solo verso la fine dell'ottocento,
tuttavia, iniziò l'opera di selezione delle razze che oggi conosciamo.
Per ulteriori cenni e
notizie storiche sul gatto consultare la sezione "il gatto e la
storia"..... |
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- Le Specie
Specie conosciute: molto simile al gatto domestico è il gatto selvatico (Felis
silvestris), diffuso nelle foreste europee (ad eccezione della
Scandinavia, dell'Islanda e dell'Irlanda), in Asia Minore e nel Caucaso.
Legati all'Africa sono invece, il gatto selvatico fulvo (Felis silvestris
lybica), quello dorato (Felis aurata) e il gatto guantato (Felis lybica
maniculata), mentre popolano le vaste distese asiatiche razze come il
gatto pescatore (Felis viverrina), quello del Bengala (Felis bengalensis)
e di Temminck (Felis temmincki).
In America è noto il gatto tigre o tigrillo (Felis tigrina) e i gatti delle Pampas (Felis pajeros) e di Monte
(Felis geoffroyi). |

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