Una storia a (quasi) lieto fine


L’anno scorso una giovane siamese era stata abbandonata in una zona di villette ai margini della campagna alla periferia del paese dove vivo; me ne aveva parlato la giovane ucraina che mi aiuta in casa alcune ore la settimana perchè la micia, inselvatichita, aveva preso l’abitudine di passare in cerca di cibo dal giardino di un’altra delle sue datrici di lavoro. La signora la tollerava anche perchè suo figlio ama i gatti ma senza permettergli di portarne in casa. In breve tempo cominciò a sfornare cucciolate ed i piccoli, quelli che sopravvivevano a seconda delle stagioni, li portava con sè anche perchè un qualche riparo nel giardinetto c’era. Io presi l’abitudine di mandare tutte le settimane scatolette di cibo e suggerii la sterilizzazione ma non ne vollero sapere sostenendo che comunque non si lasciava prendere anche se penso non volessero sostenere la spesa. Sapevo che la micia era bellissima (io non l’ho mai vista) nonostante la sua situazione di randagia ma non sono riuscita a farla adottare. Nella mia mente la chiamai Miciabella ed ogni settimana avevo notizie; ultimamente, chissà come, era arrivata con la coda rotta all’estremità, ma la vicenda si complicò quando agli ultimi tre piccoli che si portò appena svezzati la famiglia decise che erano troppi e pensò di allontanarli. Non mi spiego come, dato che sostenevano che la mamma non era avvicinabile, il marito li mise in uno scatolone e disse che li avrebbe portati in una cascina lontano; il mio sospetto che in realtà l’intenzione fosse di abbandonarli in campagna venne avvalorato dal fatto che, percorsi alcuni chilometri, quando guardò quei meravigliosi musetti che lo fissavano pieni di fiducia non se la sentì ed invertita la marcia li riportò a casa dicendo che non ce l’aveva fatta..

A questo punto, sempre tramite la mia ucraina, e dovendo comunque sistemarli, suggerii di provare a telefonare alla responsabile del gattile del capoluogo a nome mio; io li aiuto economicamente da molti anni e non ho mai chiesto nulla, ma la prima risposta fu che ne avevano già troppi. Confesso che rimasi male ma il giorno dopo telefonarono per proporre di venire a prendere i mici, trattenendo i piccoli sperando di sistemarli, sterilizzare la mamma e poi riportarla. Avevano ricordato il mio sostegno regolare? Si erano messi una mano sulla coscienza?

Detto fatto il martedì successivo la famigliola fu trasferita senza problemi.......ma la storia non era ancora finita perchè ritelefonarono dal gattile per comunicare che il veterinario aveva trovato "Miciabella" nuovamente in attesa e che era così bella che desideravano tenerla.

Sono alcuni anni che non visito il gattile e mi è venuta una gran voglia di andare a pastrugnare l’esercito (generalmente un’ottantina) di felini, quindi sto facendo scorta di maxi-confezioni di croccantini; magari riuscirò a conoscere Miciabella o comunque come l’abbiano chiamata le ottime volontarie che li accudiscono, sempre che qualcuno nel frattempo non se la sia portata a casa.

 

(Isabella (isagallo@libero.it