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@micimiao! "Speciale Razza"

SACRO DI BIRMANIA
Bello come la sua leggenda...



Storia e selezione

Il gatto Sacro di Birmania è l'eroe di una delle leggende più belle dell'intero panorama felino, secondo la quale l'anima di un bonzo si sarebbe reincarnata nel corpo di questo gatto dall'aspetto sontuoso.
Si narra infatti che nel diciottesimo secolo, Sinh, un gatto bianco che viveva in un tempio dedicato alla dea della reincarnazione Tsun-Kyan-Kse, in cui era custodita una statua in oro della divinità con due zaffiri blu al posto degli occhi, mentre vegliava il corpo del vecchio monaco Mun-Hâ, ucciso durante un attacco al tempio, assunse i colori della statua, spronando così gli altri monaci ad una strenua difesa e salvando così il tempio dalla profanazione.

Leggenda a parte, le origini della razza non sono affatto chiare.
Si ritiene che il Sacro di Birmania discenda da Sita, una gatta del tempio di Lao-Tsun, in Birmania (l'attuale Myanmar), donata nel 1919 ad August Pavie e al maggiore Russell Gordon, che la portarono in Francia; pare facesse parte di una coppia mandata in omaggio dai khmer come ringraziamento per aver salvato alcuni templi durante le rivolte dei bramini.
Infine, la versione meno poetica stabilisce l'origine francese della razza, nata negli anni Venti dall'unione tra un siamese e un persiano. Attorno al 1923-24 il Sacro di Birmania, che all'epoca si chiamava "Birmano", sarebbe stato oggetto di attenzione e lavoro da parte di alcuni allevatori della Francia meridionale. A quell'epoca si trovavano spesso siamesi guantati che, accoppiati con i persiani, hanno dato vita a gatti dal pelo semi-lungo, guantati e con le estremità scure.
Alla fine della seconda guerra mondiale erano quasi estinti in occidente: restavano solo due esemplari in Francia che vennero incrociati con altri gatti per perpetuare la razza.

La razza è stata ufficialmente riconosciuta nel 1926 dalla FI.Fe. Negli anni cinquanta il Birmano diventò "Gatto Sacro di Birmania" per evitare di confonderlo con il Burmese che, in lingua inglese, significa appunto birmano.

La morfologia
Il Birmano è un gatto di taglia media ben proporzionato, con ossatura pesante e muscolatura solida.
La coda è anch'essa di lunghezza media, proporzionata alle dimensioni del corpo che nel suo complesso ha un  aspetto aggraziato ed elegante.
Non è un gatto molto alto, infatti gli standard della razza prescrivono che gli arti siano relativamente corti.
Le zampine sono tonde e devono presentare i guanti bianchi caratteristici della razza.
Ha la testa larga, la fronte è arrotondata e le guance sono piene con zigomi alti e prominenti, il naso è di lunghezza media e presenta uno stop abbastanza accentuato.
Muso di media lunghezza, con mascella robusta e mento forte che forma una linea perpendicolare rispetto al naso.
Le orecchie sono leggermente angolate e inclinate in avanti. Gli occhi devono essere di un blu intenso ed ovali, mai tondi come quelli del Persiano.

Il colore
Il gatto Sacro di Birmania è caratterizzato dal motivo colourpoint o himalayano. Il colore deve essere molto omogeneo e deve contrastare il più possibile con le estremità colorate.
La mascherina del muso, le orecchie, le zampe e la coda sono colorate come nel Siamese e possono essere:
seal (focato), lilla, rosso, crema, tortie, tabby (tigrato) e tortie tabby.
Il resto del mantello ed il ventre sono di un color conchiglia molto chiaro, la schiena beige dorato.
Quattro guanti bianchi ornano le zampe.
I piedi anteriori sono detti "guantati" e secondo lo standard il guantaggio deve estendersi a tutte le dita e non deve superare la giuntura del piede, mentre per quanto riguarda le zampe posteriori si distende sullo sperone e si conclude a punta sotto il garretto. I guanti devono risultare simmetrici ed omogenei.
I cuscinetti sono rosa o rosa macchiati dallo stesso colore che determina le estremità.
Gli occhi sono blu scuro.
Piccola curiosità: i cuccioli appena nati sono tutti bianchi e solo nei mesi successivi sviluppano il tipico colore dorato con le punte scure.


Consigli e cure

Il suo mantello non necessita di cure particolari perchè è setoso ed ha poco sottopelo per cui difficilmente si annoda; due spazzolate alla settimana sono quindi più che sufficienti a mantenerlo in ordine.
Se lavato con regolarità si riuscirà a mantenere il mantello pulito ma soprattutto si eviterà di far ingiallire i guanti.
Per prepararlo ad un'esposizione converrà lavarlo cinque o sei giorni prima della manifestazione per evitare che la pelliccia risulti troppo vaporosa ed elettrica.
Gli occhi presentano difficilmente scoli e secrezioni.

Il carattere
Il Sacro di Birmania è un gatto calmo, riservato, tollerante e dolce. Ama la tranquillità ed un ambiente rumoroso e frenetico potrebbe infastidirlo e turbarlo.
Il Birmano cerca la compagnia umana ed ha bisogno di amore e attenzioni; spesso tende a scegliere un amico prediletto all'interno del gruppo familiare sviluppando nei confronti di questa persona un attaccamento davvero speciale.
E' amichevole con gli altri gatti e persino coi cani, purché si dimostrino calmi e rispettosi della sua tranquillità.
E' un tipo piuttosto riservato e non ama farsi strapazzare di coccole; manifesta i propri desideri strusciandosi, facendo le fusa e con i suoi splendidi occhioni blu.
Nonostante l'indole tranquilla, ogni tanto non disdegna
di giocare, da solo o con i proprietari, ma sicuramente non è il tipo di gatto che trasforma la casa in un campo gioco!
Per quanto riguarda il cibo, ha la fama di essere piuttosto schizzinoso, ma probabilmente ciò è dovuto alla tendenza al vizio di molti proprietari piuttosto che ad una caratteristica tipica della razza; l'importante è non cedere di fronte ai suoi numerosi capricci!


 

Il compagno ideale
Tranquillo, sereno, equilibrato e particolarmente affettuoso, adora la compagnia del suo padrone o di un altro gatto. Si affeziona all'uomo in modo speciale, offre una preziosa compagnia alle persone anziane o a chi passa molto tempo in casa. Ama giocare e pertanto si adatta anche ai bambini.
Non è per nulla aggressivo, non ama litigi o risse e difficilmente estrae gli artigli.
Ha una fortissima personalità, al punto che le sue abitudini hanno priorità assoluta su quelle di tutti gli altri componenti della famiglia!

STANDARD

Taglia:

media.
Forma: ben proporzionato, robusto e non molto alto.
Fronte: leggermente bombata.
Guance: piene e tonde.
Naso: di lunghezza media con uno stop abbastanza accentuato.
Mento: pronunciato.
Mascelle: robuste.
Orecchie: di medie dimensioni, larghe alla base quanto alte, ben distanziate e ricche di pelo interno.
Occhi: grandi, distanziati, piuttosto rotondi e di colore blu intenso.
Collo: dotato di folto collare in inverno e negli adulti.
Corpo: medio lungo, ossatura robusta e muscolatura solida.
Zampe: robuste, di lunghezza media, con piedi tondi guantati di bianco.
Piedi: grandi, rotondi e robusti.
Coda: di lunghezza media, piena, vaporosa, di colore uniforme, termina a punta.
Mantello: corto sul muso, più lungo sulle guance fino a formare una collaretta completa. Lungo e setoso sul dorso e sui fianchi con leggero sottopelo.